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BERGAMASCO QUEL 4 NOVEMBRE DEL 44
4 NOVEMBRE 1944 4 NOVEMBRE 2000 in occasione del 56° anniversario del sacrificio dell'aviatore americano Cap. Zane Elwood Carlson e del partigiano Donato Rivella, Le provincie di Alessandria e di Asti I Comuni di Nizza Monferrato, di Castelnuovo Belbo, e di Bergamasco hanno organizzato due giornate di manifestazioni in ricordo di quell'episodio della seconda guerra mondiale, che si sono svolte i giorni 3 e 4 novembre a Nizza Monferrato, Castelnuovo Belbo e Bergamasco Alla manifestazione sono intervenuti tre piloti americani che hanno conosciuto il Capitano Carlson: i Colonnelli Dow,Beckham e Ballard |
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BERGAMASCO QUEL 4 NOVEMBRE ‘44 |
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Tra
gli eventi tragici della seconda Guerra Mondiale, Bergamasco ricorda in
particolare il combattimento del 4 novembre 1944 dove caddero eroicamente
il pilota americano Carlson Zane E. ed il partigiano Rivella Donato. E’
il comandante partigiano “Ares” Giuseppe Pietro Grossi della
formazione Partigiana Giustizia e Libertà di Bergamasco che con altri ci
racconta i fatti di quel sabato di guerra. “Una
colonna di repubblichini, in risposta alla sconfitta subita a Bruno il 20
ottobre, scese da Alessandria per una rappresaglia su vasta scala contro
la Repubblica Partigiana dell’Alto Monferrato e contando sull’appoggio
di ingenti forze tedesche, presero in ostaggio,i familiari di un
partigiano(Celoria) e ne bruciarono la casa. Ares puntualizza che,
preoccupati della gravità della situazione, tramite il capitano Tino e il
comandante Mauri, si chiese l’intervento dell’aviazione americana.
Mentre le formazioni partigiane controllavano il nemico dalle colline
circostanti il paese venne occupato dalle forze nazifasciste. Fu
nel primo pomeriggio che dalla bassa del Belbo arrivarono a volo radente i
due Thunderbolt del Capitano Carlson e del tenente Kregloh e non fu facile
per loro individuare i mezzi della colonna avversaria. Un’altra testimonianza fu quella dell’allora tredicenne scenografo Carlo Leva che racconta: “Quel giorno mi trovavo alla periferia nord del paese dove una colonna germanica stava arrivando da una razzia di animali e vidi la scena dello scontro da un cortile attiguo alla strada. Il fuoco delle mitraglie americane si abbatté due volte sul nemico e fu nel secondo attacco che la postazione contraerea di fronte a me venne centrata e un aereo americano cominciò a sbuffare fumi nerastri.” Vicino al luogo dello scontro si trovavano anche Piccarolo Sforza e Bovero Antonio allora dodicenni che videro parecchie scene di quel tragico giorno. Molti
seguirono l’ultima planata del capitano Carlson e il suo disperato
tentativo di gettarsi col paracadute: il suo aereo era sceso dolcemente ma
era troppo basso quando si catapultò e venne trascinato nell’urto
contro la collina. Il
partigiano Carlo Geni, che con altri era vicino al luogo dell’impatto,
ricorda: “Vedemmo
l’aereo abbattersi nella vigna con grande fragore e subito liberammo il
pilota impigliato nelle corde del paracadute. L’urto
era stato tremendo ma era ancora vivo quel ragazzone biondo e chiese
subito dei tedeschi poi accarezzò una signora che lo aveva soccorso , più
tardi sentendo la fine imminente invocò più volte la madre; perse i
sensi mentre i partigiani lo trasportavano all’ospedale di Nizza su un
calesse di fortuna e poco dopo morì. A Bergamasco lo scontro a fuoco
aveva intanto impegnato duramente le forze in campo e Donato Rivella,
partigiano della IX Garibaldi, veniva ferito mentre combatteva
coraggiosamente al riparo di un gelso nell’immediata periferia del
paese. Nessuno
poté avvicinarsi a soccorrerlo perché la zona era sotto il fuoco
micidiale di una mitraglia nemica. Anche
con lui il destino fu crudele perché quando si poté soccorrerlo era
ormai troppo tardi per salvarlo; morì il giorno seguente all’ospedale
di Nizza Monferrato. “Ares” precisa ancora che le sorti di quel giorno
di guerra avrebbero potuto essere ben più gravi per il paese se le
autorità locali di parte avversa non avessero collaborato a fermare le
intenzioni minacciose del nemico perché quel giorno nella casa della mia
famiglia nulla si salvò, nemmeno un fazzoletto per piangere. “Fu
un giorno triste per noi del 356 Squadrone” si legge nel diario americano. Bud, come era
affettuosamente chiamato Carlson Zane, non solo era un esperto pilota
leader ma era buono e comprensivo in tutte le sue azioni e per il suo buon
carattere era ben voluto e amato da tutti i membri del distaccamento. “Non avreste potuto scegliere di meglio da ricordare” dicono fieri i reduci americani Dow, Beckham e Ballard che lo hanno conosciuto
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Il Capitano Zane Elwood Carlson nato il 22 dicembre 1921 a Holmquist, South Dakota - USA
Nell'immagine sotto L'aereo P-47 "Thunderbolt" pilotato dal Capitano Carlson
Nell'immagine sotto l'allora maggiore Hugh Dow che faceva parte del gruppo del Capitano Carlson e che è venuto dagli Stati Uniti per partecipare alla cerimonia
Un'altra immagine del colonnello Hugh Dow (a sinistra nella foto)
Nell'immagine sotto la casa natale del Capitano Carlson ad Holmquist South Dakota
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